Mese: febbraio 2019

Test dell’HIV in vendita su Amazon?

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Da qualche anno ormai esiste la possibilità di acquistare il Self Test dell’Hiv in Farmacia ed ora è possibile comprarlo anche tramite Amazon spendendo circa 20 euro.

Link affiliato Amazon: Test HIV

Ma come funziona? E’ realmente affidabile?

 

 

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Il test è affidabile?

Il test è totalmente affidabile a patto che si usi come indicato sulla confezione. Il periodo finestra del test è 90 giorni.  Significa che il test valuta la presenza o meno del virus dell’HIV 90 giorni prima del test. Di conseguenza l’ultimo rapporto a rischio deve risalire almeno a 90 giorni.

Se si è avuta una possibile esposizione circa un mese fa questo test è totalmente inefficace.

Se usato in maniera corretta l’autotest HIV assicura un’elevatissima attendibilità, vicino al 100%. Sulla confezione possiamo trovare le seguenti precisazioni:

Il test ha:

  • una sensibilità del 100% (vengono cioè correttamente riconosciuti tutti i soggetti sieropositivi)
  • una specificità del 99.8% (esiste quindi un piccolissimo rischio di falso positivo, ossia di risultato positivo in un soggetto sano).

In caso di risultato positivo, quindi, è necessario recarsi al centro ospedaliero della propria zona per rifare il test in maniera più approfondita ed iniziare la terapia farmacologica.

Come funziona il test?

Il test funziona tramite un piccolo prelievo di sangue sul polpastrello ed il risultato si ottiene in circa 15 minuti.

Ecco cosa si trova solitamente nei vari kit in commercio.Immagine7

Quali sono i pro ed i contro ad acquistare il test in Farmacia o su Amazon?

Acquistare il test e somministrarselo da soli ha alcuni pro e contro.

I pro

Fare il test senza passare per una struttura ospedaliera permette a coloro che, per vergogna, paura o timori vari non riescono ad accedere agli ospedali di riuscire a fare il test e quindi, in caso di esito positivo, ad iniziare la terapia al più presto per evitare l’aggravarsi della propria salute ma anche l’involontario contagio con i propri partner sessuali

I contro

Quando si fa un test dell’HIV ci si è esposti ad un rischio di contagio, molto spesso facendo del sesso senza preservativo tradizionale,  preservativo femminile o senza il dental dam.

Significa che siamo in un periodo vulnerabile della nostra vita e non riusciamo a prenderci cura a pieno della nostra salute. Avere, quindi, un supporto psicologico o sessuologico in queste occasioni è importante per capire come prendersi cura di se stessi, il perché di certe scelte o i rischi che si corrono.

In caso di esito positivo, molto spesso le persone vivono ansie, paure e timori elevatissimi, sono spaesati e non sanno cosa fare. Essere in una struttura ospedaliera permette la presa in carico del paziente che è subito rassicurato, indirizzato ed inizia al più presto la terapia adatta.

Uno psicologo, inoltre, parlerà con lui per aiutarlo anche a gestire il confronto con il partner o con i familiari.

La cosa importante da ricordare è che il Test dell’HIV si può svolgere in numerose strutture ospedaliere non richiede l’impegnativa del medico, è anonimo (alla persona viene associato un codice) e spesso gratuito.

Inoltre nelle strutture ospedaliere si fanno controlli più complessi che possono permettere un periodo finestra più corto (anche 20 o 30 giorni), il che significa che il tempo trascorso dall’ultimo rapporto a rischio ed il test diminuisce di diversi mesi.

Anche molte associazioni svolgono nelle proprie strutture il test dell’HIV affiancate da medici e psicologi esperti. Prime fra tutte Anlaids e Arcigay.

Quindi prima di pensare di acquistare l’autotest HIV su Amazon prova a pensare se esiste una struttura nella tua zona che potrebbe aiutarti al meglio.

Mercoledì prossimo pubblicherò il prossimo articolo, potete scrivermi se avete dubbi o idee per argomenti che vorreste che trattassi la settimana prossima.

Se sei interessato ad un colloquio psicologico o sessuologico ( consulenze a Napoli e via Skype) è possibile scrivere una mail a paroledisessuologia@gmail.com o chiamare al 3338532919, dott.ssa Roberta Autore, psicologa e sessuologa.

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Tutti i diritti sul testo invece sono riservati e di proprietà dell’autore.

Scritto dalla dott.ssa Roberta Autore, psicologa e sessuologa

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Le 7 regole della Sessuologa per ricominciare a fare sesso dopo l’infarto

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Quanto tempo dopo l’infarto si può fare sesso? Quali sono le posizioni sessuali consigliate dopo l’infarto?

A queste e ad altre domande rispondo oggi in qualità di Psicologa e Sessuologa.

Prima di cominciare vi segnalo il mio articolo precedente che tratta delle disfunzioni sessuali nella patologia coronarica che troverete cliccando QUI.

 

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Ma ora qui voglio parlare delle 7 regole della Sessuologa per ricominciare i rapporti sessuali dopo l’infarto.

1. Affrontare l’argomento con il proprio cardiologo o medico di famiglia

E’imbarazzante parlarne ma la sessualità è un aspetto della propria vita e come tale i medici sono abituati ad affrontare l’argomento e, anche se spesso non sono i primi a discuterne, possiedono le risposte giuste. Non siete i primi nè sarete gli ultimi che chiederanno quando è possibile fare sesso dopo un infarto.

2. Fare i controlli medici (esami, analisi e fisioterapia) consigliati dal medico

Si dice in maniera banale che chi riesce a salire tranquillamente un paio di rampe di scale può avere un rapporto sessuale. Tuttavia le cose non sono così semplici anche se come indicazione la scala rende molto l’idea. Per capire con esattezza cosa può fare il nostro corpo si devono effettuare i controlli giusti.

3. Parla con il tuo partner

Per te è stato orribile, hai visto la morte in faccia ed ora sei scombussolato ma il/la tua partner hanno temuto di perdere l’amore della propria vita ed ora si ritrovano ad essere degli infermieri piuttosto che degli amanti. E’importante parlare di queste paure e di come si senta la mancanza dell’intimità precedente. Se non si riesce ad affrontare il problema si può iniziare con una cena romantica, un film ed un massaggio.

4. Scegli quando è meglio fare sesso

Dopo un periodo di assenza di sesso, quando il corpo è cambiato e ci si sente meno sicuri è importante pianificare tutto nel dettaglio tenendo conto delle nuove esigenze.
E’ consigliabile per una persona cardiopatica in cura fare sesso lontano dai pasti nel quali il corpo è concentrato sulla digestione. Niente sesso dopo cena come sempre quindi!

5. Scegli il tipo di rapporto sessuale

Per iniziare è sconsigliabile provare del sesso anale che richiede maggiori sforzi sia nella preparazione che nel rapporto stesso. Inoltre la prima attività sessuale deve essere moderata quindi si consiglia un rapporto abitudinario.

Influisce anche la scelta del partner, molti studi dimostrano che, con partner sessuale di sempre, l’aumento del battito cardiaco, durante il rapporto, è limitato. Invece una nuova fiamma può portare ad una tachicardia dovuta all’ansia da prestazione.

6. Scegli la posizione giusta

Le posizioni più indicate sono quelle di fianco (se non sconsigliate dal medico) oppure quella da seduto in modo da limitare al minimo lo sforzo fisico nei primi rapporti dopo l’evento cardiaco.

7. Non arrenderti

Se si presenta un problema non demordere, è giusto riprovarci dopo qualche giorno. Il tuo corpo si sta riabituando e tu stai imparando a conoscere i nuovi limiti e i nuovi vantaggi.

Se il problema dovesse persistere rivolgiti al medico o al sessuologo in base al problema presentato.

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Se hai bisogno di un colloquio psicologico o sessuologico puoi contattarmi tramite il seguente modulo:

 

Bibliografia di riferimento

  • Bunzel B., Grundboecl A. et al.  (1992) The denial of illness and its influence on the partner relationship after heart transplantation. Praxis der Psychotherapie und Psychosomatick 37.
  • Compare A., (2012) Relazione di coppia e malattia cardiaca. Clinica psicologica relazionale in psicocardiologia. Springer edizioni.
  • Lindau ST, Abramsohn EM, Bueno H, et al. Sexual activity and counseling in the first month after acute myocardial infarction among younger adults in the United States and Spain: a prospective, observational study. Circulation 2012;139:2302-9.
  • Molinari E., Compare A., Parati G.;  (2007) Mente e Cuore. Clinica psicologica della malattia cardiaca. Springer edizioni.
  • Scardi S, Chiatto M, Abrignani MG. Counseling di coppia per i pazienti con malattie cardiovascolari e i loro partner: un nuovo impegno formativo per l’ANMCO.  Cardiologia negli Ospedali 2015;203:35-6.
  • Scardi S. (2016); Perché i cardiologi trascurano la salute sessuale dei loro pazienti? Una revisione critica. G Ital Cardiol . Il Pensiero Scientifico Editore.

COPYRIGHTS Tutti i diritti sul testo e sulle immagini sono riservati e di proprietà dell’autore.

Scritto dalla dott.ssa Roberta Autore

Le linee guida per il sesso nella patologia cardiaca

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Oggi parleremo di un argomento molto delicato, la ripresa delle attività sessuali per una persona cardiopatica o che ha subito un evento cardiaco acuto o infarto.

Da sessuologa mi capita spesso di parlare in equipe con i medici di famiglia (MMG) e con i cardiologi che spesso mi chiedono cosa dire ai loro pazienti sulla sessualità.

Di recente ne ho parlato al convegno ECM  “Il cardiopatico ischemico coronarico e la sessualità: il parere dello psicologo” presso il congresso “Il cuore a nord di Napoli” Asl Na2 Nord e al seminario della Shedir Pharma “La sessualità nella patologia cardiaca”.

In realtà il primo passo per una persona che ha subito un evento cardiaco acuto ed è in cura per riprendere in mano la propria vita è parlarne con il proprio medico ma è difficile ed imbarazzante.

Nei pazienti con malattie cardiovascolari, infatti, in particolare in quelli con cardiopatia ischemica, molti fattori favoriscono l’elevata incidenza di Disfunzioni Sessuali (DS)e Disfunzione Erettile (DE) che possono anche precedere la comparsa della malattia, ma soprattutto ne sono una sequela, perché hanno un meccanismo fisiopatologico simile e gli stessi fattori di rischio.

Negli Stati Uniti una Disfunzione Sessuale (DS) è stata riscontrata nel 33% degli uomini e nel 43% delle donne con cardiopatia ischemica.

In Italia, invece, in uno studio su 300 pazienti  (età media 62.5 anni) con dolore toracico acuto e malattia coronarica documentata angiograficamente, la prevalenza di Disfunzione Erettile (DE) è stata del 49%, distinta in lieve (14%), lieve moderata (21%), moderata (14%) e grave (51%), ed era evidente nel 70% dei casi in media 39 mesi prima della comparsa dell’angina.

Quindi, quali sono le cose più importanti da sapere?

  • I farmaci per il cuore aumentano la disfunzione erettile?

Purtroppo alcuni dei farmaci assunti per curare il cuore possono influenzare la sessualità soprattutto per quel che riguarda la perdita o diminuzione dell’erezione. La soluzione non è assolutamente quella di sospendere i farmaci!

Bisogna invece superare l’imbarazzo e parlarne con il medico perchè è sicuramente possibile cambiare farmaco o modificare alcune caratteristiche della somministrazione per annullare l’effetto negativo del farmaco sull’erezione ma solamente un medico può capire in che modo.

  • Il ruolo del partner

Vedere la persona che ami stare male è tremendo ma lo è ancora di più capire come le cose fra voi siano cambiate. L’intimità è un ricordo, si è più una madre/infermiera o un badante che un amante. Le cose però devono cambiare. Numerosi studi dimostrano, infatti, come l’intimità e la sessualità tra partner siano alcuni fra i più importanti fattori che portano ad una buona guarigione e ad una buona aderenza alla terapia. Per migliorare l’intimità di coppia è necessario riscoprirsi e riconoscersi come amanti a partire da baci e massaggi per poi inserire gradualmente il sesso. In caso il desiderio sessuale non ritorni anche un paio di colloqui di coppia dal sessuologo possono cambiare radicalmente la situazione e portare ad un benessere intimo, sessuale ed affettivo di coppia.

In sintesi, tutte queste ricerche cosa ci dicono?

Che è normale avere un calo del desiderio sessuale o una disfunzione erettile per un paziente cardiopatico ma, in entrambi casi è possibile riprendere la propria vita amorosa e sessuale. Tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti sia dal punto di vista fisico che sessuologico.

Oggi abbiamo parlato dei possibili problemi e di alcune delle soluzioni. Mercoledì prossimo uscirà un articolo molto pratico su cosa è possibile fare e non fare tra le lenzuola con una persona cardiopatica.

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Se hai bisogno di un colloquio con uno psicologo o un sessuologo manda la tua richiesta e verrai contattato quanto prima:

 

Di seguito alcune foto dell’evento di ieri. Colgo l’occasione nuovamente per ringraziare la Shedir Pharma che si è dimostrata sempre attenta ai bisogni dei medici e dei pazienti.

 

Bibliografia di riferimento

  • Bunzel B., Grundboecl A. et al.  (1992) The denial of illness and its influence on the partner relationship after heart transplantation. Praxis der Psychotherapie und Psychosomatick 37.
  • Compare A., (2012) Relazione di coppia e malattia cardiaca. Clinica psicologica relazionale in psicocardiologia. Springer edizioni.
  • Lindau ST, Abramsohn EM, Bueno H, et al. Sexual activity and counseling in the first month after acute myocardial infarction among younger adults in the United States and Spain: a prospective, observational study. Circulation 2012;139:2302-9.
  • Molinari E., Compare A., Parati G.;  (2007) Mente e Cuore. Clinica psicologica della malattia cardiaca. Springer edizioni.
  • Scardi S, Chiatto M, Abrignani MG. Counseling di coppia per i pazienti con malattie cardiovascolari e i loro partner: un nuovo impegno formativo per l’ANMCO.  Cardiologia negli Ospedali 2015;203:35-6.
  • Scardi S. (2016); Perché i cardiologi trascurano la salute sessuale dei loro pazienti? Una revisione critica. G Ital Cardiol . Il Pensiero Scientifico Editore.

 

COPYRIGHTS Tutti i diritti sul testo e sulle immagini sono riservati e di proprietà dell’autore.

Scritto dalla dott.ssa Roberta Autore