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Le 7 regole della Sessuologa per ricominciare a fare sesso dopo l’infarto

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Quanto tempo dopo l’infarto si può fare sesso? Quali sono le posizioni sessuali consigliate dopo l’infarto?

A queste e ad altre domande rispondo oggi in qualità di Psicologa e Sessuologa.

Prima di cominciare vi segnalo il mio articolo precedente che tratta delle disfunzioni sessuali nella patologia coronarica che troverete cliccando QUI.

 

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Ma ora qui voglio parlare delle 7 regole della Sessuologa per ricominciare i rapporti sessuali dopo l’infarto.

1. Affrontare l’argomento con il proprio cardiologo o medico di famiglia

E’imbarazzante parlarne ma la sessualità è un aspetto della propria vita e come tale i medici sono abituati ad affrontare l’argomento e, anche se spesso non sono i primi a discuterne, possiedono le risposte giuste. Non siete i primi nè sarete gli ultimi che chiederanno quando è possibile fare sesso dopo un infarto.

2. Fare i controlli medici (esami, analisi e fisioterapia) consigliati dal medico

Si dice in maniera banale che chi riesce a salire tranquillamente un paio di rampe di scale può avere un rapporto sessuale. Tuttavia le cose non sono così semplici anche se come indicazione la scala rende molto l’idea. Per capire con esattezza cosa può fare il nostro corpo si devono effettuare i controlli giusti.

3. Parla con il tuo partner

Per te è stato orribile, hai visto la morte in faccia ed ora sei scombussolato ma il/la tua partner hanno temuto di perdere l’amore della propria vita ed ora si ritrovano ad essere degli infermieri piuttosto che degli amanti. E’importante parlare di queste paure e di come si senta la mancanza dell’intimità precedente. Se non si riesce ad affrontare il problema si può iniziare con una cena romantica, un film ed un massaggio.

4. Scegli quando è meglio fare sesso

Dopo un periodo di assenza di sesso, quando il corpo è cambiato e ci si sente meno sicuri è importante pianificare tutto nel dettaglio tenendo conto delle nuove esigenze.
E’ consigliabile per una persona cardiopatica in cura fare sesso lontano dai pasti nel quali il corpo è concentrato sulla digestione. Niente sesso dopo cena come sempre quindi!

5. Scegli il tipo di rapporto sessuale

Per iniziare è sconsigliabile provare del sesso anale che richiede maggiori sforzi sia nella preparazione che nel rapporto stesso. Inoltre la prima attività sessuale deve essere moderata quindi si consiglia un rapporto abitudinario.

Influisce anche la scelta del partner, molti studi dimostrano che, con partner sessuale di sempre, l’aumento del battito cardiaco, durante il rapporto, è limitato. Invece una nuova fiamma può portare ad una tachicardia dovuta all’ansia da prestazione.

6. Scegli la posizione giusta

Le posizioni più indicate sono quelle di fianco (se non sconsigliate dal medico) oppure quella da seduto in modo da limitare al minimo lo sforzo fisico nei primi rapporti dopo l’evento cardiaco.

7. Non arrenderti

Se si presenta un problema non demordere, è giusto riprovarci dopo qualche giorno. Il tuo corpo si sta riabituando e tu stai imparando a conoscere i nuovi limiti e i nuovi vantaggi.

Se il problema dovesse persistere rivolgiti al medico o al sessuologo in base al problema presentato.

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Se hai bisogno di un colloquio psicologico o sessuologico puoi contattarmi tramite il seguente modulo:

 

Bibliografia di riferimento

  • Bunzel B., Grundboecl A. et al.  (1992) The denial of illness and its influence on the partner relationship after heart transplantation. Praxis der Psychotherapie und Psychosomatick 37.
  • Compare A., (2012) Relazione di coppia e malattia cardiaca. Clinica psicologica relazionale in psicocardiologia. Springer edizioni.
  • Lindau ST, Abramsohn EM, Bueno H, et al. Sexual activity and counseling in the first month after acute myocardial infarction among younger adults in the United States and Spain: a prospective, observational study. Circulation 2012;139:2302-9.
  • Molinari E., Compare A., Parati G.;  (2007) Mente e Cuore. Clinica psicologica della malattia cardiaca. Springer edizioni.
  • Scardi S, Chiatto M, Abrignani MG. Counseling di coppia per i pazienti con malattie cardiovascolari e i loro partner: un nuovo impegno formativo per l’ANMCO.  Cardiologia negli Ospedali 2015;203:35-6.
  • Scardi S. (2016); Perché i cardiologi trascurano la salute sessuale dei loro pazienti? Una revisione critica. G Ital Cardiol . Il Pensiero Scientifico Editore.

COPYRIGHTS Tutti i diritti sul testo e sulle immagini sono riservati e di proprietà dell’autore.

Scritto dalla dott.ssa Roberta Autore

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Le linee guida per il sesso nella patologia cardiaca

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Oggi parleremo di un argomento molto delicato, la ripresa delle attività sessuali per una persona cardiopatica o che ha subito un evento cardiaco acuto o infarto.

Da sessuologa mi capita spesso di parlare in equipe con i medici di famiglia (MMG) e con i cardiologi che spesso mi chiedono cosa dire ai loro pazienti sulla sessualità.

Di recente ne ho parlato al convegno ECM  “Il cardiopatico ischemico coronarico e la sessualità: il parere dello psicologo” presso il congresso “Il cuore a nord di Napoli” Asl Na2 Nord e al seminario della Shedir Pharma “La sessualità nella patologia cardiaca”.

In realtà il primo passo per una persona che ha subito un evento cardiaco acuto ed è in cura per riprendere in mano la propria vita è parlarne con il proprio medico ma è difficile ed imbarazzante.

Nei pazienti con malattie cardiovascolari, infatti, in particolare in quelli con cardiopatia ischemica, molti fattori favoriscono l’elevata incidenza di Disfunzioni Sessuali (DS)e Disfunzione Erettile (DE) che possono anche precedere la comparsa della malattia, ma soprattutto ne sono una sequela, perché hanno un meccanismo fisiopatologico simile e gli stessi fattori di rischio.

Negli Stati Uniti una Disfunzione Sessuale (DS) è stata riscontrata nel 33% degli uomini e nel 43% delle donne con cardiopatia ischemica.

In Italia, invece, in uno studio su 300 pazienti  (età media 62.5 anni) con dolore toracico acuto e malattia coronarica documentata angiograficamente, la prevalenza di Disfunzione Erettile (DE) è stata del 49%, distinta in lieve (14%), lieve moderata (21%), moderata (14%) e grave (51%), ed era evidente nel 70% dei casi in media 39 mesi prima della comparsa dell’angina.

Quindi, quali sono le cose più importanti da sapere?

  • I farmaci per il cuore aumentano la disfunzione erettile?

Purtroppo alcuni dei farmaci assunti per curare il cuore possono influenzare la sessualità soprattutto per quel che riguarda la perdita o diminuzione dell’erezione. La soluzione non è assolutamente quella di sospendere i farmaci!

Bisogna invece superare l’imbarazzo e parlarne con il medico perchè è sicuramente possibile cambiare farmaco o modificare alcune caratteristiche della somministrazione per annullare l’effetto negativo del farmaco sull’erezione ma solamente un medico può capire in che modo.

  • Il ruolo del partner

Vedere la persona che ami stare male è tremendo ma lo è ancora di più capire come le cose fra voi siano cambiate. L’intimità è un ricordo, si è più una madre/infermiera o un badante che un amante. Le cose però devono cambiare. Numerosi studi dimostrano, infatti, come l’intimità e la sessualità tra partner siano alcuni fra i più importanti fattori che portano ad una buona guarigione e ad una buona aderenza alla terapia. Per migliorare l’intimità di coppia è necessario riscoprirsi e riconoscersi come amanti a partire da baci e massaggi per poi inserire gradualmente il sesso. In caso il desiderio sessuale non ritorni anche un paio di colloqui di coppia dal sessuologo possono cambiare radicalmente la situazione e portare ad un benessere intimo, sessuale ed affettivo di coppia.

In sintesi, tutte queste ricerche cosa ci dicono?

Che è normale avere un calo del desiderio sessuale o una disfunzione erettile per un paziente cardiopatico ma, in entrambi casi è possibile riprendere la propria vita amorosa e sessuale. Tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti sia dal punto di vista fisico che sessuologico.

Oggi abbiamo parlato dei possibili problemi e di alcune delle soluzioni. Mercoledì prossimo uscirà un articolo molto pratico su cosa è possibile fare e non fare tra le lenzuola con una persona cardiopatica.

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Se hai bisogno di un colloquio con uno psicologo o un sessuologo manda la tua richiesta e verrai contattato quanto prima:

 

Di seguito alcune foto dell’evento di ieri. Colgo l’occasione nuovamente per ringraziare la Shedir Pharma che si è dimostrata sempre attenta ai bisogni dei medici e dei pazienti.

 

Bibliografia di riferimento

  • Bunzel B., Grundboecl A. et al.  (1992) The denial of illness and its influence on the partner relationship after heart transplantation. Praxis der Psychotherapie und Psychosomatick 37.
  • Compare A., (2012) Relazione di coppia e malattia cardiaca. Clinica psicologica relazionale in psicocardiologia. Springer edizioni.
  • Lindau ST, Abramsohn EM, Bueno H, et al. Sexual activity and counseling in the first month after acute myocardial infarction among younger adults in the United States and Spain: a prospective, observational study. Circulation 2012;139:2302-9.
  • Molinari E., Compare A., Parati G.;  (2007) Mente e Cuore. Clinica psicologica della malattia cardiaca. Springer edizioni.
  • Scardi S, Chiatto M, Abrignani MG. Counseling di coppia per i pazienti con malattie cardiovascolari e i loro partner: un nuovo impegno formativo per l’ANMCO.  Cardiologia negli Ospedali 2015;203:35-6.
  • Scardi S. (2016); Perché i cardiologi trascurano la salute sessuale dei loro pazienti? Una revisione critica. G Ital Cardiol . Il Pensiero Scientifico Editore.

 

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Scritto dalla dott.ssa Roberta Autore

Trova la tua strada

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Spesso camminiamo nella nostra vita come sonnambuli.

Stesse giornate, stessi posti, stessi problemi.

Ormai è routine e non è poi così male.

“Alla fine non è che sto sempre sola, alla fine riesco a campare. C’è chi sta peggio!”

Questo ci raccontiamo ogni mattina quando non vorremmo andare a lavoro o il lavoro non riusciamo a trovarlo; quando dobbiamo essere forti per qualcun altro ma nessuno è forte per noi.

La routine è rassicurante, è come l’autostrada principale, tutti ci vanno, vanno anche veloci, ma non ci sono cambiamenti, non c’è piacere.

Ma qual’è la tua strada?

Un passo sterrato tra le montagne dove passeggiare?

Una collina erbosa da affrontare in bici?

Una lunga spiaggia umida su cui correre a piedi nudi?

Un mare solcare con la forza delle proprie braccia e gambe?

E’ difficile trovare la propria strada, deviare da un percorso conosciuto per uno poco noto, forse impervio, forse solitario ma che è NOSTRO.

Tutte le strade sono importanti, non solo perché portano ad un traguardo ma perché la strada di per sé è movimento, è cambiamento.

In queste poche righe sto parlando di te che cerchi una mappa, una bussola, una stella che ti guidi.

Sto parlando di me che posso essere la Bussola per il Cambiamento ed aiutarti a percorrere la stessa strada di prima con una nuova destinazione ed un piccolo grande obiettivo.

Per questa ragione ecco la mia nuova immagine sui social e la nuova pagina facebbok a cui ti invito a dedicare un Mi Piace a condividere con gli amici: Dott.ssa Roberta Autore, la Bussola per il Cambiamento.

La pagina facebook Parole di Sessuologia e questo sito saranno attivi, attivissimi più che mai ho tante idee a riguardo ma voglio allargare, farmi conoscere da nuove persone che non si interessano per forza di sessualità.

In questi anni ho conosciuto tanti pazienti, clienti, persone è quello che mi ha più colpito è il legame che si crea, come una Bussola per un naufrago in un mare solitario, o come una guida per un arrampicatore infortunato.

Il legame è la partenza ma è anche la soluzione. Insieme si può, da soli, senza una bussola, una mappa, una direzione si può certo provare ma a che prezzo?

Quanti anni ci vorranno per uscire da un fitto bosco o risalire da un fosso inaspettato?

Quanto dolore servirà per trovare da soli la strada?

E questo è quello che offro. Un professionista esperto che può essere la Bussola per il TUO cambiamento!

Cosa aspetti? Il tuo momento è ora.

Lasciami un Mi Piace e Condividi!

La Bussola per il Cambiamento

 

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Scritto dalla dott.ssa Roberta Autore

Consulenze sessuologiche gratuite

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Sportello d’ascolto sessuologico aperto sia a Napoli (zona Vomero) che a Roma (zona San Lorenzo).

Per un periodo limitato (fino al 14 Febbraio) il primo colloquio è totalmente gratuito è può servire ad inquadrare la problematica riportata ed ottenere i primi spunti di riflessione

Servizi offerti:

Per informazioni e prenotazioni scrivere a paroledisessuologia@gmail.com se inserirete il vostro numero di telefono sarete contattati per un breve colloquio telefonico.
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Scritto da Roberta Autore

 

La transessualità di un figlio

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INFANZIA E TRANSESSUALITA’

L’identità di genere è la percezione unitaria e persistente di se stessi, o auto-identificazione, come appartenente al genere maschile o femminile o ambivalente (Simonelli, 2002).

Si considera identità di genere di un individuo il sesso a cui, indipendentemente dalla sessualità biologica, si sente di appartenere (Rogers, 2000).

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A che età si forma l’identità di genere?
Intorno ai 3 anni la maggior parte dei bambini e delle bambine esprime attraverso alcuni comportamenti i suoi interessi tipicamente maschili o femminili. Intorno ai 5-6 anni, la maggior parte di essi sembra avere una intensa necessità di comportarsi secondo quello che è considerato appropriato al gruppo dei maschi e delle femmine.

Il gioco sbagliato?

Non esistono giochi o colori d’abbigliamento ed accessori che siano tipicamente maschili o femminili. Il rosa, ad esempio, non è solo per le bambine e giocare con dinosauri, mostri e macchinine non è solo per bambini. Ma in alcune culture come la nostra spesso si insegnano ai bambini cosa è da maschi e cosa da femmine.

Le favole della nostra infanzia, le pubblicità ed i cartoni animati molto spesso ricalcano questi stereotipi di genere. I bambini, se educati in tal senso, sanno benissimo cosa è tipicamente da bambine e da bambini quindi sanno cosa è “adatto” a loro culturalmente.

Quando un bambino presenta interesse per i giochi/colori/ruoli del sesso opposto ci possono essere varie ragioni che vedremo qui di seguito.

  • La presenza di interessi tipici del sesso opposto è un fenomeno che si manifesta sia nel corso del normale sviluppo quando i normali processi evolutivi vengono perturbati (Sandberg et al.,1993; Linday, 1994).
  • Talvolta, comportamenti tipici del sesso opposto rappresentano solo una breve fase di transizione, soprattutto nel bambino intorno ai due anni.
  • In altri casi indicano una ‘flessibilità di genere’ non accompagnata da alcuna avversione o rifiuto per il proprio sesso di appartenenza, anche se il bambino prova disagio quando i suoi interessi non vengono condivisi o supportati dai coetanei dello stesso sesso, questo comportamento non rappresenta un fenomeno rilevante ma, al contrario, potrebbe indicare una buona sicurezza e flessibilità dell’Io.
  • In altri casi ancora, rappresentano un segnale di sofferenza intensa e possono dare l’avvio a serie difficoltà emotive che porteranno a disturbi duraturi (Coates, Cook, 2001).

 

Un abito non è solo un abito: breve cortometraggio

Questo video può aver commosso alcuni fra noi e la domanda, in alcuni casi sorge spontanea…

Forse mio figlio è trans: cosa faccio?

Le difficoltà relative all’identità di genere possono essere presenti già in giovanissima età, in questi casi è controproducente non affrontare la questione sperando che con l’età “passi”. Come mai?

Se si tratta di una sofferenza così radicata e connessa, ignorare il “problema” farà solo sentire peggio il bambino e, di certo, la difficoltà non svanirà da sola.

Il rischio di suicidio, depressione e disturbo post traumatico da stress aumentano se non si ha il sostegno della famiglia, se non si parla del dolore, se si è soli.

La soluzione è quella di andare come coppia genitoriale ad informarsi presso un professionista ed eventualmente anche con il proprio figlio.

Ovviamente la rete è un’ottima fonte di informazioni a riguardo. Vi consiglio di guardare il seguente video, la storia di tre giovani transessuali italiani e delle loro famiglie.

Questi filmati possono essere molto emozionanti per chi sta vivendo attualmente queste situazioni. Consiglio a qualsiasi genitore di rivolgersi ad una struttura pubblica (ad esempio il SAIFIP a Roma ed il policlinico a Napoli).

Per maggiori approfondimenti e per la bibliografia scientifica vi lascio di seguito la possibilità di scaricare le utilissime Linee Guida per la presa in carico dei minorenni con sviluppo atipico dell’identità di genere dell’ ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere).

Vi ricordo che è possibile sempre rivolgersi ad uno psicologo e sessuologo per una consulenza in merito. Per capire come svolgere un percorso di transizione, come affrontare il tema della transessualità in famiglia, per il rapporto con i fratelli e le sorelle, i compagni e le maestre.

Se interessati potete chiedermi un appuntamento inviando una mail a paroledisessuologia@gmail.com

Questo articolo è nato in seguito al seminario “Identità di Genere e Transessualità” tenuto dalla dott.ssa Roberta Autore in collaborazione con Sipea Onlus per il progetto Sportello d’ascolto sessuologico finanziato mediante il Bando Torno Subito della Regione Lazio.

Il 16 Dicembre 2017 si è concluso lo sportello. Tra qualche giorno uscirà un articolo su questo sito per raccontare com’è andato.

Intanto se vi va condividete l’articolo sui social e regalate un Mi piace alla mia pagina facebook. Grazie!

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Scritto da Roberta Autore

 

Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS): come insegnare la prevenzione

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Le malattie sessualmente trasmesse (MST) sono tra le infezioni più frequenti e sono in aumento in tutto il mondo. Possono colpire sia uomini che donne, di tutti gli strati sociali e di tutti i livelli economici. Tuttavia, tendono ad essere più frequenti nel sesso femminile, tra gli adolescenti e i giovani adulti, infatti circa i due terzi di tutte le MST si presentano in persone al di sotto dei 25 anni.

Dal 1991 al 2013 ci sono stati 103.028 nuovi casi. Le malattie più diffuse sono i condilomi ano-genitali, la sifilide, le cervico-vaginiti batteriche e l’herpes genitale [Fonte: Sistema di Sorveglianza delle Infezioni sessualmente trasmesse (IST) – Istituto Superiore di Sanità (2013)].

Le malattie a trasmissione sessuale sono molto diverse e numerose ma è importante conoscere le principali e, per questa ragione, vi consiglio un sito davvero molto utile e ben fatto dove sono elencate alcune delle principali MTS.

L’osservazione dei genitali e la cura dell’igiene intima sono davvero fondamentali per prevenire le MTS ecco di seguito alcune buone prassi per un’adeguata igiene intima.

Infatti ben una ragazza su 10 in Italia oggi si stima sia affetta da clamidia e non lo sa [fonte: Censis (2017)] ed il 33% degli adolescenti pensa che la loro incidenza sia trascurabile [fonte: Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (2013)].

Sono moltissime le false credenze in merito alla prevenzione delle MTS. Un esempio? “Si vede se una persona è malata” “Con una pulizia profonda dopo il rapporto si elimina ogni rischio di malattie” “Il sesso orale è una pratica sicura” “Se una donna porta dei preservativi è una ragazza facile”

Fondamentali per la prevenzione sono il preservativo, il preservativo femminile o il dental dam (clicca sui nomi per un approfondimento).

Inoltre è importantissimo per salvaguardare la propria salute e quella del proprio partner è fondamentale fare controlli periodici. Ecco quindi un elenco aggiornato delle strutture che si occupano di MTS in Italia e nel dettaglio nella città e provincia di Roma.

Per eventuali consulenze vi segnalo alcune linee telefoniche molto utili che offrono un ottimo servizio:

Per ulteriori informazioni vi lascio qui alcuni riferimenti nazionali:

Infine vi rimando infine all’articolo che pubblicherò il 1 Dicembre in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS ma nel frattempo vi lascio a questo splendido video “Noi Possiamo” che spero possa far riflettere sull’importanza degli accertamenti per le MTS e sullo stigma che ancora circonda le persone sieropositive.

Questi sono stati solamente alcuni dei temi trattati al seminario “Malattie a Trasmissione Sessuale: insegnare la prevenzione” si è parlato infatti anche di interventi a scuola, emozioni, relazioni e molto altro ancora.

Ringrazio con tutto il cuore lo staff della Sipea Onlus che mi ha aiutato e sostenuto in ogni fase della realizzazione di questo seminario in particolar modo Giancarlo SantoniMaria Palmisano Maria Angela Spadafora che hanno creduto in me e in questo progetto.

Per i partecipanti al seminario gratuito vi invito a recensire il seminario sia tramite il questionario di monitoraggio che vi sarà arrivato via mail sia mediante una testimonianza sui miei portali online.

  • Pagina Facebook per lasciare una recensione sulla mio modo di esporre e relazionare, ve ne sarei davvero molto grata!
  • Profilo GuidaPsicologi per raccomandare i seminari ed altri servizi
  • Profilo Linkedin per confermare le mie competenze (come, ad esempio, Public Speaking)

Infine ringrazio tutti i partecipanti per la loro presenza sempre attiva e stimolante. Spero di rivedervi al prossimo seminario di Sabato 16 Dicembre “Transessualità ed identità di genere”.

seminario roberta autore 1seminario roberta autore 2Seminario Identità di genere e Transessualità

 

 

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Scritto da Roberta Autore

 

<— Lifting sessuale: Vaginoplastica

Convegno ECM Menarini: com’è andata? —>

Il preservativo come si usa?

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Come si usa il preservativo? Ecco le istruzioni passo dopo passo della psicologa e sessuologa dott.ssa Roberta Autore per un corretto utilizzo del profilattico.

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Istruzioni per l’uso

  1. Prima di aprire il preservativo controlla la data di scadenza e l’integrità della confezione.
  2. Apri la confezione con attenzione per evitare di danneggiare il preservativo (attenzione ai denti, gli anelli o le unghie troppo lunghe).
  3. Verifica che il preservativo sia nella corretta posizione per infilarlo. Ricordati che il “serbatoio del preservativo” deve poter contenere lo sperma . Un trucco è ricordarsi che l’arricciamento del preservativo deve essere rivolto verso l’esterno! (Attenzione: se si prova ad inserire nel verso sbagliato occorre buttare il preservativo e sostituirlo con uno nuovo, il liquido pre-eiaculatorio può portare a gravidanza e trasmissione di malattie sessuali).
  4. Inserisci il profilattico solo quando il pene è in erezione e, in caso non si sia circoncisi, scoperchiare il glande prima dell’inserimento.
  5. Inserisci il preservativo tenendo stretto il serbatoio tra indice e pollice di una mano, appoggialo sulla punta del tuo pene e con l’altra mano inizia a srotolarlo stendendolo su tutta l’asta del membro fino alla base in modo da coprirlo tutto. (Attenzione: non vi devono essere bolle d’aria all’interno del preservativo altrimenti si rischia la rottura del profilattico).
  6. A rapporto terminato stringere la base del preservativo per evitare che lo sperma fuoriesca.
  7. Sfilare il preservativo e verificarne l’integrità.
  8. Annodare e buttare il preservativo.

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Tipologia di lubrificanti

I lubrificanti più diffusi sono a base acquosa o oleosa (es. olio per bambini). E’ fondamentale che, con l’uso di preservativi, si ricorra eventualmente ad i lubrificanti a base acquosa.

Quelli a base oleosa, infatti, possono danneggiare gravemente il preservativo compromettendone l’integrità.

lubrificanti esperto

Tipologia di preservativi

Esistono tantissimi tipologie diverse di preservativo in base alla grandezza (ricorda di scegliere quello più adatto a te, è importante!) al colore ed al modello.

 

Ve ne sono, ad esempio, di ritardanti, di stimolanti e persino quelli di facile applicazione come il Preservativo con linguetta

L’importanza del preservativo

  • Il preservativo è il modo più efficace per proteggersi dalle MTS
  • Il preservativo è responsabilità di entrambi i partner
  • Portarlo con sé  non significa essere “facile” o essere troppo sicuri di sé ma solo essere responsabili
  • Usarlo non interrompe l’intimità del rapporto ma può essere anche un normale preliminare
  • L’imbarazzo è normale ma il sesso in sé è imbarazzante
  • Il preservativo ha una data di scadenza e va conservato in un luogo adatto

 

Dibattiti e riflessioni

Cosa ne pensi delle donne che portano in borsa un preservativo?

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