Identità di genere

La transessualità di un figlio

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INFANZIA E TRANSESSUALITA’

L’identità di genere è la percezione unitaria e persistente di se stessi, o auto-identificazione, come appartenente al genere maschile o femminile o ambivalente (Simonelli, 2002).

Si considera identità di genere di un individuo il sesso a cui, indipendentemente dalla sessualità biologica, si sente di appartenere (Rogers, 2000).

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A che età si forma l’identità di genere?
Intorno ai 3 anni la maggior parte dei bambini e delle bambine esprime attraverso alcuni comportamenti i suoi interessi tipicamente maschili o femminili. Intorno ai 5-6 anni, la maggior parte di essi sembra avere una intensa necessità di comportarsi secondo quello che è considerato appropriato al gruppo dei maschi e delle femmine.

Il gioco sbagliato?

Non esistono giochi o colori d’abbigliamento ed accessori che siano tipicamente maschili o femminili. Il rosa, ad esempio, non è solo per le bambine e giocare con dinosauri, mostri e macchinine non è solo per bambini. Ma in alcune culture come la nostra spesso si insegnano ai bambini cosa è da maschi e cosa da femmine.

Le favole della nostra infanzia, le pubblicità ed i cartoni animati molto spesso ricalcano questi stereotipi di genere. I bambini, se educati in tal senso, sanno benissimo cosa è tipicamente da bambine e da bambini quindi sanno cosa è “adatto” a loro culturalmente.

Quando un bambino presenta interesse per i giochi/colori/ruoli del sesso opposto ci possono essere varie ragioni che vedremo qui di seguito.

  • La presenza di interessi tipici del sesso opposto è un fenomeno che si manifesta sia nel corso del normale sviluppo quando i normali processi evolutivi vengono perturbati (Sandberg et al.,1993; Linday, 1994).
  • Talvolta, comportamenti tipici del sesso opposto rappresentano solo una breve fase di transizione, soprattutto nel bambino intorno ai due anni.
  • In altri casi indicano una ‘flessibilità di genere’ non accompagnata da alcuna avversione o rifiuto per il proprio sesso di appartenenza, anche se il bambino prova disagio quando i suoi interessi non vengono condivisi o supportati dai coetanei dello stesso sesso, questo comportamento non rappresenta un fenomeno rilevante ma, al contrario, potrebbe indicare una buona sicurezza e flessibilità dell’Io.
  • In altri casi ancora, rappresentano un segnale di sofferenza intensa e possono dare l’avvio a serie difficoltà emotive che porteranno a disturbi duraturi (Coates, Cook, 2001).

 

Un abito non è solo un abito: breve cortometraggio

Questo video può aver commosso alcuni fra noi e la domanda, in alcuni casi sorge spontanea…

Forse mio figlio è trans: cosa faccio?

Le difficoltà relative all’identità di genere possono essere presenti già in giovanissima età, in questi casi è controproducente non affrontare la questione sperando che con l’età “passi”. Come mai?

Se si tratta di una sofferenza così radicata e connessa, ignorare il “problema” farà solo sentire peggio il bambino e, di certo, la difficoltà non svanirà da sola.

Il rischio di suicidio, depressione e disturbo post traumatico da stress aumentano se non si ha il sostegno della famiglia, se non si parla del dolore, se si è soli.

La soluzione è quella di andare come coppia genitoriale ad informarsi presso un professionista ed eventualmente anche con il proprio figlio.

Ovviamente la rete è un’ottima fonte di informazioni a riguardo. Vi consiglio di guardare il seguente video, la storia di tre giovani transessuali italiani e delle loro famiglie.

Questi filmati possono essere molto emozionanti per chi sta vivendo attualmente queste situazioni. Consiglio a qualsiasi genitore di rivolgersi ad una struttura pubblica (ad esempio il SAIFIP a Roma ed il policlinico a Napoli).

Per maggiori approfondimenti e per la bibliografia scientifica vi lascio di seguito la possibilità di scaricare le utilissime Linee Guida per la presa in carico dei minorenni con sviluppo atipico dell’identità di genere dell’ ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere).

Vi ricordo che è possibile sempre rivolgersi ad uno psicologo e sessuologo per una consulenza in merito. Per capire come svolgere un percorso di transizione, come affrontare il tema della transessualità in famiglia, per il rapporto con i fratelli e le sorelle, i compagni e le maestre.

Se interessati potete chiedermi un appuntamento inviando una mail a paroledisessuologia@gmail.com

Questo articolo è nato in seguito al seminario “Identità di Genere e Transessualità” tenuto dalla dott.ssa Roberta Autore in collaborazione con Sipea Onlus per il progetto Sportello d’ascolto sessuologico finanziato mediante il Bando Torno Subito della Regione Lazio.

Il 16 Dicembre 2017 si è concluso lo sportello. Tra qualche giorno uscirà un articolo su questo sito per raccontare com’è andato.

Intanto se vi va condividete l’articolo sui social e regalate un Mi piace alla mia pagina facebook. Grazie!

COPYRIGHTS Tutti i diritti sul testo sono riservati e di proprietà dell’autore.

Le immagini ed i video sono invece tratte dal web e proprietà dei relativi autori.

Scritto da Roberta Autore

 

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Roberta Autore psicologa

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“Roberta Autore, psicologa e consulente in sessuologia” da qualche tempo ormai questi sono alcuni dei miei titoli e, quindi, potete trovarmi iscritta all’albo degli Psicologi con il n. 7483 poiché sono stata abilitata come psicologa dopo 5 anni di università, un anno di tirocinio ed un esame di stato di 4 prove.

Si tratta, quindi, di un grosso cambiamento che mi permetterà di seguire tutti coloro che vivono momenti di stress o disagio, ansia o difficoltà attraverso un’attività di sostegno psicologico.

Una delle ulteriori possibilità sarà il sostegno attraverso la tecnica del Parent Coaching di cui scriverò un articolo a breve per tutti i genitori interessati.

Ulteriori progetti riguarderanno l’educazione emotiva a scuola che verranno anche essi approfonditi con un successivo articolo.

L’educazione sessuo-affettiva a scuola, continua come sempre, con nuove collaborazioni, energie ed idee (qui un link di un mio intervento sulla violenza di genere online all’Istituto G. Fortunato)

Il più grande cambiamento sarà la terapia sessuale.

In qualità di psicologa e avendo terminato i quattro anni di formazione presso l’ISC (Istituto di Sessuologia Clinica di Roma) posso trattare numerosi disturbi ed argomenti in base alle richieste del paziente ed alle difficoltà riscontrate sia per l’individuo che di coppia. Ecco alcuni esempi:

  • Calo del desiderio sessuale
  • Disturbi dell’erezione e dell’eiaculazione: disfunzione erettile, eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, eiaculazione retrograda.
  • Vaginismo, Dispareunia, Anorgasmia
  • Feticismi, tabù
  • Intimità e sessualità di coppia (eterosessuale, omosessuale, …)
  • Orientamento sessuale e coming out
  • Transessualità e identità di genere
  • Dipendenza sessuale, sesso online, sessualità a rischio
  • Traumi e abusi sessuali, pedofilia, violenza e molestie sessuali
  • Sessualità nella terza età
  • Sessualità e disabilità
  • Menopausa e il benessere sessuale
  • Gravidanza e sessualità
  • Educazione sessuale ai figli ed agli alunni
  • Malattie a trasmissione sessuale e prevenzione

Attualmente è possibile usufruire delle consulenze sessuologiche in maniera totalmente gratuita fino a Dicembre 2017 solo a Roma grazie al progetto “Sportello d’ascolto sessuologico”.

Si tratta di un progetto che ha vinto il Bando Torno Subito ed è totalmente finanziato dalla Regione Lazio.

Le persone che desiderano fare richiesta di un colloquio possono contattarmi all’associazione SIPEA Onlus al numero 06 06446597 oppure mandando una mail a info@sipea.eu con oggetto “sportello sessuologico” per prenotare un appuntamento in sede a Via degli Etruschi 5/A, Roma.

Se avete amici o conoscenti interessati condividete la notizia sui social tramite le pagine facebook Consulente in Sessuologia e Sipea Onlus. , a presto

Roberta Autore psicologa

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Scritto da Roberta Autore